Fattorie Menesello: la battaglia dei cittadini è arrivata a Strasburgo

11 maggio 2026

La CEDU ha iscritto il ricorso. 

Se il caso viene considerato di facile soluzione verrà deciso in tempi rapidi da un Giudice il quale, se non ritiene irricevibile il ricorso, lo trasmette ad un Comitato (artt.27,28) il quale potrà dichiarare irricevibile il ricorso in seconda istanza; nell'ipotesi in cui  il Comitato, dichiarandolo ricevibile, si pronuncerà nel merito pronunciarsi nel merito sempreché vi sia giurisprudenza costante che aiuti ad una facile soluzione.
 
Nell'ipotesi in cui la controversia presenti aspetti di non facile soluzione interpretativa ci sarà il rinvio alla Grande Camera (art.30) e i tempi si allungheranno di conseguenza.
 
In caso di accoglimento, è difficile ipotizzare le conseguenze perchè bisogna analizzare quali parti verranno accolte.
 
In linea generale, comunque, a seguito della riforma Cartabia, è stato introdotto l'istituto della revisione anche per i procedimenti civili (art.391 quater c.p.c.), ossia la possibilità di ritornare dal Giudice Nazionale entro 60 giorni dalla pubblicazione della Sentenza definitiva in caso di violazioni di un diritto della persona accertato dalla Corte e/o in caso la parti non considerino adeguata l'indennità accordata non sufficiente a compensare la conseguenze della violazione. 
 
Al netto della possibile revisione, comunque, in caso di accoglimento, avremmo  una sentenza vincolante nei confronti dello Stato Italiano (art.46) e la Corte può ordinare non solo il risarcimento del danno e/o le misure di ripristino, ma anche di modificare leggi, regolamenti o prassi amministrative per evitare che la violazione si ripeta nel futuro. 
 
Concludendo, la Corte non annulla direttamente l'atto, ma impone allo Stato di rimuovere gli effetti pregiudizievoli.

Assistiti dalle avvocate Chiara Pernechele ed Eva Vigato, Comitato Lasciateci Respirare di Monselice e di Lozzo Atestino hanno presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nei confronti delle Fattorie Menesello, denunciando la violazione degli articoli 6, 13, 8 e 2 della Convenzione Europea: dal mancato accesso a una tutela giurisdizionale effettiva, alla compromissione del diritto alla vita privata, alla salute e a un ambiente salubre. I ricorrenti sono attualmente in attesa di una comunicazione da parte della Corte.

«Le immagini trasmesse mostrano - dicono in riferimento alla trasmissione di Ranucci - scene di forte impatto: animali costretti a vivere in condizioni igienico-sanitarie gravemente compromesse, carcasse di galline morte abbandonate nei capannoni, strutture degradate e uova sporche di feci e sangue destinate al consumo umano. Un quadro che solleva interrogativi inquietanti sulla sicurezza sanitaria, sul benessere animale e sull’efficacia dei controlli pubblici, soprattutto considerando che l’azienda è più volte stata indicata come esempio di eccellenza del settore avicolo nazionale», commentano dal Comitato Lasciateci Respirare di Monselice e di quello di Lozzo Atestino. 

Il servizio di Giulia Innocenzi andato in onda su Report a inizio febbraio nell'ambito di un lavoro sulla sicurezza alimentare ha riportato al centro dell’attenzione pubblica una realtà come quella delle Fattorie Menesello, che da anni preoccupa i cittadini di Lozzo Atestino e del territorio circostante. I servizi andati in onda sul tema hanno evidenziato le condizioni gravi in cui si trovano diversi allevamenti avicoli intensivi, tra cui proprio quello di Lozzo Atestino. 

Da tempo comitati e cittadini del comune denunciano le criticità legate all’allevamento e al suo progressivo ampliamento che potrebbe portarlo fino a due milioni di galline ovaiole. Nonostante segnalazioni, osservazioni e azioni legali, tutti gli enti coinvolti hanno espresso parere favorevole al progetto e l’amministrazione comunale non ha mai manifestato una reale opposizione.

Con sentenza depositata il 19 giugno 2025, il Consiglio di Stato – Sezione Sesta – ha respinto il ricorso presentato dal Comitato e da alcuni residenti contro il giudizio favorevole di compatibilità ambientale rilasciato a Fattorie Menesello. La decisione si è fermata a profili processuali, senza entrare nel merito delle contestazioni ambientali e sanitarie sollevate, né delle perizie tecniche depositate, mettendo in discussione la possibilità per i comitati ambientalisti di agire in giudizio accanto ai singoli cittadini.

Una conclusione che, pur riconoscendo la complessità e l’eccezionalità della vicenda – tanto da compensare le spese di giudizio – lascia aperti interrogativi profondi sul diritto di accesso alla giustizia e sulla tutela effettiva dell’ambiente e della salute pubblica.

«Non intendiamo arrenderci perché un allevamento di queste dimensioni, inserito in un territorio delicato come quello dei Colli Euganei, comporta un aumento inevitabile di emissioni odorigene, polveri e gas, con potenziali rischi sanitari e ambientali. In un’epoca segnata da crisi climatiche e da pandemie spesso collegate agli allevamenti intensivi, riteniamo un dovere etico continuare a mobilitarci», dichiarano dai comitati. «Dopo le rivelazioni di Report, l’auspicio è che le istituzioni competenti accendano finalmente i riflettori non solo su questo specifico allevamento, ma su un intero modello produttivo che continua a presentare zone d’ombra, a scapito della salute pubblica, dell’ambiente e dei diritti dei cittadini».



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Fattorie Menesello_Allevamento di Lozzo Atestino: ora è certo, la battaglia dei cittadini è arrivata a Strasburgo

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Fattorie Menesello, cittadini e comitati si rivolgono alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
https://www.padovaoggi.it/politica/fattorie-menesello-cittadini-comitati-corte-europea-diritti-uomo-lozzo-atestino-11-febbraio-2026.html
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